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Vignolini: “Grandi case di moda attente al green, molto meno all’etica del lavoro”

SUMMIT ALLA CONFARTIGIANATO DI TREVISO SUL PROBLEMA LEGALITA’
Vignolini: “Tanta attenzione da parte delle grandi case di moda agli aspetti legati al green
Molto meno sull’etica del lavoro: spesso si avvalgono di imprese che sfruttano i lavoratori”

“L’attenzione delle grandi case di moda per gli aspetti ambientali non si riflette in egual misura anche sugli aspetti etici legati al lavoro. Se da un lato chiedono certificazioni su aspetti legati al processo di lavorazione, ai coloranti e ai trattamenti, dall’altro in alcuni casi si avvalgono poi di aziende all’estero o giuridicamente italiane ma a gestione extracomunitaria che lavorano in condizioni di sfruttamento del personale, così come accade in molti casi nel distretto parallelo pratese dove l’illegalità è al contempo etica, ambientale e fiscale”.
Così Moreno Vignolini, presidente regionale della Federazione Moda di Confartigianato, commenta quanto emerso in occasione dell’incontro sulla sicurezza che si è tenuto venerdì scorso, 18 ottobre, presso Confartigianato di Treviso al quale ha partecipato anche il vicepresidente di Confartigianato Imprese Prato, Paolo Nardi. “Anche in territori come il Veneto quello delle aziende che operano in concorrenza sleale è ormai un tema caldo – dice Vignolini – Le politiche di sostegno alle imprese etiche si fermano agli aspetti legati al green, ma questo aspetto non può essere disgiunto da quello dell’eticità del lavoro. In più, spesso viene aggirata la responsabilità solidale grazie allo stratagemma dell’acquisto diretto del capo finito, rendendosi complici dello sfruttamento del lavoro ma giuridicamente non perseguibili”.

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