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Valbisenzio, il rilancio parte dai collegamenti

Passano gli anni ma la situazione della SP325 rimane critica rendendo la Valbisenzio prigioniera di una viabilità al costante rischio di rimanere bloccata anche a causa di una banale caduta di sassi, senza contare il traffico pesante e non che rende comunque difficoltoso il collegamento. Una situazione che ovviamente da sempre rende problematica l’attività delle tante imprese di svariati settori che ancora popolano, per fortuna, quel territorio ma che sempre più avvertono la forte necessità di migliorare e velocizzare i collegamenti con le grandi arterie stradali, un’esigenza resa ancor più stringente da un’economia che oggi richiede tempi sempre più veloci per la consegna delle merci.
Le associazioni di categoria, Confartigianato Imprese Prato, Confindustria Toscana Nord e Cna Toscana Centro, da anni insistono presso gli organi competenti per ottenere interventi risolutivi e non palliativi che consentano all’economia del territorio non solo di mantenere l’attività ma di rilanciarla, com’è nella potenzialità di queste aziende.
Da tempo le associazioni hanno individuato alcune priorità di intervento, recentemente specificate in un documento unitario, tutte finalizzate a rendere la Vallata facilmente accessibile dall’esterno: in questo senso si insiste sulla necessità di creare un collegamento con le autostrade A11 e A1. Anche sul fronte del trasporto ferroviario si rende urgente un potenziamento consistente, in termine di fermate e servizi. Interventi che rilancerebbero l’economia della Valbisenzio non solo a livello produttivo ma anche incrementandone l’attrattiva a livello turistico e culturale, perfettamente in linea dal protocollo d’intesa approvato dalla giunta regionale e sottoscritto dai sindaci dei tre comuni valbisentini.
Uno sforzo, quello della Regione, molto apprezzato dalle associazioni, le quali tuttavia ribadiscono che l’obiettivo principale deve essere quello di garantire un agevole accesso alla Vallata e faranno ascoltare con forza la propria voce per evitare che ancora una volta vadano sprecate risorse per effettuare interventi che non siano finalmente risolutivi ma semplici palliativi, senza offrire all’economia della Valbisenzio ma anche alla stessa popolazione, che conta quasi 20mila abitanti, una prospettiva di vero sviluppo.

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