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Da sinistra: Luca Giusti, Elena Calabria, Mauro Lassi, Tommaso Gei

RETE IMPRESE: Un’unica voce a nome delle 15mila imprese rappresentate per i candidati sindaci a Prato

“L’elemento principale che emerge è il fatto che ci rivolgiamo al futuro sindaco di Prato con un’unica voce a nome delle 15mila imprese che tutti insieme rappresentiamo”. Così Mauro Lassi, presidente di Confesercenti Prato e presidente di turno di Rete Imprese, che unisce le sigle Confartigianato, Confcommercio, Confesercenti e Cna, ha introdotto la conferenza stampa per la presentazione ufficiale del documento unitario destinato ai candidati sindaci a Prato. “Le attività stanno vivendo un momento di stagnazione – ha aggiunto Lassi – Il mercato non sta andando al meglio. Chiediamo al nuovo sindaco di rimettere la piccola impresa al centro della sua attenzione e delle sue politiche locali”.

“Un punto fondamentale – ha detto la presidente di Cna Toscana Centro, Elena Calabria – è il tema delle infrastrutture dal quale inevitabilmente passa la capacità competitiva del territorio. A livello materiale riteniamo sia indispensabile negoziare con i gestori dell’Alta Velocità ferroviaria nuovi collegamenti verso Milano e Roma e migliorare il trasporto pubblico collegandolo in maniera integrata al sistema dei trasporti d’Area Metropolitana, Regionale e Nazionale con maggiori investimenti sui trasporti pubblici per raggiungere gli aeroporti di Firenze e Pisa con collegamenti più frequenti. Altro punto prioritario sono le infrastrutture immateriali: occorre proseguire sulla sperimentazione del 5G puntando a far diventare Prato una smart city, della quale ha tutte le caratteristiche. Occorre infine proseguire nell’opera di riqualificazione urbana delle piazze cittadine estendendola ad altri nodi nevralgici, come piazza Mercatale”.

Tommaso Gei, vicepresidente di ConfCommercio, ha sottolineato l’opportunità rappresentata dallo sviluppo turistico della città. “Il territorio toscano è da sempre una grande attrattiva e Prato non deve rimanerne esclusa – ha detto Gei – Occorre rendere il nostro territorio sempre più appetibile: l’amministrazione in questo senso può favorire le aperture di attività sia commerciali che di artigianato di qualità, valorizzando in particolare il centro storico rendendolo un elemento di attrazione per l’intera città”

“Cambiano i nomi ma i problemi, sul tema della semplificazione e della fiscalità, rimangono gli stessi – ha detto il presidente di Confartigianato Imprese Prato, Luca Giusti – Noi invitiamo il futuro sindaco a pensare a una fiscalità nel rispetto delle imprese e degli imprenditori che si impegnano in proprio con le proprie risorse in attività che determinano la stessa ricchezza del territorio. Vorrei fare presente che lo sviluppo delle imprese non porta solo ricadute positivi in termini economici ma anche sociali.  Occorre porre attenzione sulle nuove imprese, favorendone la nascita e la crescita. Occorre una maggiore attenzione sugli investimenti pubblici, in modo che premino le imprese del territorio attraverso appalti alla portata delle piccole imprese”.

LA SINTESI DEL DOCUMENTO UNITARIO

La crisi del settore produttivo trainante, la presenza di importanti comunità straniere, il fenomeno dell’abusivismo, le difficoltà delle imprese a sopravvivere, la perdita di posti di lavoro, anche se accompagnati oggi da timidi segnali di ripresa, disegnano un quadro ancora preoccupante del nostro territorio. Le elezioni amministrative del prossimo 26 maggio cadono dunque in una fase di trasformazione e profondo cambiamento che deve essere governata con politiche a misura delle micro e piccole imprese (che rappresentano il 99,4% dell’imprenditoria italiana), al fine di agganciare la ripresa.  Rispetto a 5 anni fa la situazione economica del Distretto è leggermente migliorata ma non ha dato quei segnali di ripresa auspicati, ed è sempre molto difficile riuscire a fare impresa. Serve una svolta e un forte impegno istitituzionale affiché venga creato un contesto fertile per l’affermazione di un’economia moderna, a partire dall’armonizzazione di regolamenti comunali a livello provinciale e a livello interprovinciale, da forti investimenti in infrastrutture, da seri interventi sul piano energetico e ambientale.

Rete Imprese Prato, in questa ottica, si pone come interlocutore e soggetto propositore delle forze politiche al fine di delineare gli assi all’interno dei quali definire le priorità per il raggiungimento di obiettivi di crescita, di sviluppo imprenditoriale, di valorizzazione del territorio, di sostenibilità economica, di sicurezza e qualità della vita.

 

Lo scenario economico

Al 31/12/2018 le imprese attive iscritte al Registro camerale di Prato erano 28.841: appena 17 in meno rispetto a fine 2017. La dinamica di sviluppo appare quindi sostanzialmente stagnante.

Ancora una volta la tenuta complessiva dell’apparato produttivo è riconducibile per intero allo sviluppo delle società di capitale, la cui crescita si rafforza ulteriormente rispetto al 2017: 7.084 le società di capitale attive al 31/12/2018 (+3,7% a fronte del +1,3% riscontrato l’anno precedente).

Prosegue invece la flessione delle società di persone (4.834, -4,5% rispetto al 2017) e delle altre forme (cooperative e consorzi, 537 le aziende attive, -3,1% rispetto al 2017).

Stabile infine la consistenza delle ditte individuali (16.383 le ditte attive al 31/12/2018, -0,1%) che crescono nel manifatturiero (soprattutto in virtù dello sviluppo delle confezioni, +2,2%), nelle attività turistiche e ricettive (+2,2% le ditte individuali nella ristorazione) e nei servizi (+0,9%).

Dopo la battuta d’arresto del 2017, tornano a crescere il comparto manifatturiero e, soprattutto quello dei servizi, mentre proseguono le difficoltà nel commercio e peggiora ulteriormente il saldo nelle costruzioni il cui andamento è strutturalmente negativo dall’inizio del decennio. Nuove attività inoltre si registrano nello sviluppo di servizi  nel campo della comunicazione, dell’agro-alimentare, del turismo e dei servizi alle persone (assistenza socio sanitaria, ma anche cultura, ricreazione, tempo libero).

 

  1. Infrastrutture

Ferma restando la vocazione del distretto manifatturiero, è indispensabile una forte azione sulle infrastrutture, prime fra tutte quelle digitali ma anche su Interporto, collegamenti ferroviari, Aeroporto.

E’ necessario negoziare con i gestori dell’Alta Velocità ferroviaria nuovi collegamenti verso Milano e Roma e migliorare il trasporto pubblico collegandolo in maniera integrata al sistema dei trasporti d’Area Metropolitana, Regionale e Nazionale con maggiori investimenti sui trasporti pubblici per raggiungere Firenze ed anche Pisa (Aeroporto) con collegamenti più frequenti.

Servono azioni atte a sviluppare e potenziare l’attuale Interporto, indispensabile per l’economia del territorio locale ma addirittura di tutta la Toscana. Ottimizzare il trasporto pubblico urbano collegandolo in maniera integrata al sistema dei trasporti d’Area Metropolitana, Regionale e Nazionale.  Riteniamo che la riqualificazione più complessiva della città e del Centro Storico debba prevedere un intervento di valorizzazione e completa ristrutturazione di Piazza Mercatale e interventi su Piazza S. Francesco, come è avvenuto per la vicina e bellissima Piazza delle Carceri.  Per questo è anche necessario riorganizzare la tempistica dei lavori di cantieristica stradale.

La sperimentazione della tecnologia 5G rappresenta la sfida più importante verso la città digitale. Prato deve cogliere assolutamente questa opportunità di sviluppo perché rappresenterà una svolta su molti fronti:  dalla sanità all’energia, dall’industria 4.0 alla sicurezza  che potranno fare da volano di crescita per il sistema produttivo delle aziende del Distretto pratese. Inoltre Prato possiede le caratteristiche per essere una smart city. Per questo è necessario lavorare alla stesura di un piano organico di sviluppo di Prato come Smart City.

  1. Attrattività territoriale

Proporre Prato come Progetto Pilota per il rilancio del commercio di qualità, no-food in particolare, e dell’artigianato artistico e tradizionale. Favorire l’uso commerciale/artigianale del patrimonio edilizio, con particolare riguardo alla valorizzazione del Centro Storico ma anche delle periferie e promuovere  l’apertura di negozi di vicinato utilizzando la leva degli interventi sulla fiscalità locale e contributi per l’affitto e una programmazione annuale di eventi, concertata con le Associazioni di Categoria. Inoltre, Rete Imprese Prato auspica l’adozione di un vero e proprio piano di innovazione nell’arredo urbano, una revisione generale delle aree a parcheggio con tariffari agevolati per le aziende in Centro Storico, un restyling della segnaletica informativa e investimenti in pubblicità e visibilità per il prodotto “pratese”, valorizzando sia il tessile sia i prodotti tipici e rilanciando con eventi come VetrinaToscana e altre iniziative regionali l’attrattività del nostro territorio sui settori dell’agroalimentare e del tessile.

  1. Sviluppo turistico

E’ indispensabile realizzare un piano turistico articolato per sfruttare sia la vicinanza con Firenze sia la varietà e la diversificazione del territorio pratese. Per questo le prime azioni da intraprendere per raggiungere questi obiettivi riguardano: la destinazione degli introiti della tassa di soggiorno per attività proiettate all’effettivo sviluppo turistico del territorio; la costituzione di una D.M.O. – Destination Management Organization per promuovere i prodotti turistici dell’area;   la messa in atto di azioni di sensibilizzazione e formazione delle imprese per orientare azioni sulle potenzialità del settore turistico.

  1. Semplificazione e fiscalità agevolata

È essenziale procedere ad una semplificazione dell’intera “macchina” comunale per facilitare le imprese nello svolgimento e nella gestione delle proprie attività. Per questo RTI ritiene non più prorogabile  la digitalizzazione di tutte le P.A. e delle Aziende controllate e l’armonizzazione tra i vari Comuni delle procedure amministrative e di gestione telematica delle pratiche.

Sul fronte della fiscalità si richiede, in primis, l’impegno di legislatura a non incrementare nessun tipo di tariffa locale per servizi pubblici. E’ inoltre necessario ridurre i tempi per i pagamenti da parte della P.a. verso i fornitori (max 30 giorni come previsto dalla nuova normativa), prevedere una fiscalità agevolata su nuovi insediamenti produttivi e start up; incentivare interventi per l’ottimizzazione dell’efficienza energetica nelle imprese, favorire il recupero dell’efficienza energetica degli immobili ad uso civile, e modificare la zonizzazione acustica riperimetrando Ie aree a vocazione esclusivamente produttiva.

Sul fronte degli APPALTI PUBBLICI Rete Imprese Prato chiede:

  • Come previsto dallo Small Business Act, dal nuovo Codice degli Appalti e dall’ordinamento sovranazionale, di suddividere i grandi appalti in lotti e in categorie e specializzazioni per favorire l’accesso delle PMI locali
  • Di privilegiare il sistema di aggiudicazione a mezzo offerta economicamente vantaggiosa, riducendo al minimo l’impiego del metodo di aggiudicazione al massimo ribasso, prediligendo il criterio qualità/prezzo
  • L’aggiudicazione tramite affidamento diretto di lavori di importo pari o superiore a 40.000 euro e inferiore a 150.000 euro previa consultazione, ove esistenti, di tre operatori economici, così come previsto dalla normativa del 2018
  • Di riservare (dunque aggiungere) la partecipazione per una quota del 50% alle imprese con sede legale ed operativa nella Provincia di riferimento, come previsto dal Protocollo d’Intesa Lavoro e Appalti sottoscritto tra la Regione Toscana, sindacati e organizzazioni di rappresentanza.

Queste indicazioni dovrebbero essere estese anche ad altri settori di spesa per l’Amministrazione quali pulizie, mense, trasporti, manutenzione mezzi e forniture, ecc.

  1. Sicurezza

Vista l’escalation degli episodi di criminalità sul territorio, in particolare verso gli esercizi commerciali, servono misure urgenti e di maggior efficacia. Tra queste, si propone di favorire l’attività di prevenzione privilegiando l’installazione di telecamere, prevedendo agevolazioni fiscali per le imprese che se ne dotano e mettono a disposizione delle forze dell’ordine i filmati, magari attraverso una sorta di CREDITO d’IMPOSTA da scontare su imposte e tasse comunali e si ritiene necessaria la presenza del vigile di quartiere almeno nelle zone più a rischio della città e indispensabile la presenza di una pattuglia in centro storico nelle ore notturne.

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