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Poltrona E Cabina In Affitto : Confartigianato Ci Crede

Poltrona e cabina in affitto : Confartigianato ci crede

Un’estetista di Vaiano tra le prime in Toscana a usare questa possibilità

È un’estetista di Vaiano associata a Confartigianato la prima azienda della provincia di Prato e tra le primissime in Toscana ad aver messo in atto la pratica della “cabina (o poltrona, nel caso degli acconciatori) in affitto”.  Si tratta di un particolare contratto, attraverso il quale l’acconciatore o l’estetista concede in uso a un altro collega, in possesso dell’abilitazione professionale, parte del locale in cui può svolgere in piena autonomia la propria attività pagando un canone d’affitto.

Grazie a questa formula i giovani professionisti in possesso di qualifica e partita Iva ma che non dispongono di risorse economiche per aprire un proprio salone di bellezza, hanno la possibilità di mettersi in regola e svolgere la propria attività. Con una circolare del 31 gennaio scorso il Ministero dello Sviluppo Economico aveva tolto le ultime incertezze circa l’applicazione della normativa che prevede e regola menta questa pratica. Confartigianato Imprese Prato ha informato e sollecitato le aziende del settore verso quella che potrebbe risultare un’opportunità importante nel futuro e subito qualcuno ha colto al volo questa possibilità.
“Questo salone di estetica a Vaiano è solo il pioniere di un fenomeno destinato a moltiplicarsi – dice il responsabile della categoria Benessere di Confartigianato Imprese Prato, Enzo Lucchesi in quanto altre realtà si stanno già muovendo in questa direzione”.
Negli Stati Uniti e in altri Pesi europei è una pratica molto diffusa, grazie anche a normative più aperte in questo senso – spiega la presidente degli acconciatori di Confartigianato Prato, Barbara Catani – Si tratta di un’opportunità molto importante per tutti quei giovani che non hanno la possibilità di aprire un proprio salone e che in questo modo possono svolgere la loro attività con tutti i crismi della legalità e delle norme igienico-sanitarie. Ma è un’occasione anche per il titolare del salone sia per riempire eventuali spazi vuoti ottenendo un compenso, sia per incontrare e confrontarsi con altri colleghi ricavandone un arricchimento”.

Ma la poltrona/cabina è anche una riposta e una proposta per abbattere il fenomeno dell’abusivismo. “Toglie molti alibi a chi magari ha dovuto chiudere un proprio salone e continuava a svolgere l’attività a nero – dice Catani – Adesso potrà invece operare in piena legalità e in ambienti professionali in regola con tutte le norme, a cominciare da quelle igienico-sanitarie a salvaguardia del cliente” .

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