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Odontotecnici, nuovo ddl. Per colmare una lacuna scandalosa

Realizzano dispositivi medici su misura: una professione, quella dell’odontotecnico, che a logica dovrebbe essere regolamentata nel modo più efficace, sicuro e attuale. Sorpresa: la figura professionale dell’odontotecnico è a tutt’oggi regolamentata da un Regio Decreto risalente al 1928. A cercare di cambiare questo stato di cose, Confartigianato, insieme alle altre associazioni rappresentative della categoria, si batte invano da decenni per definire un profilo professionale moderno, in grado di tutelare gli operatori ma anche gli stessi cittadini-utenti. Dopo il fallimento del tentativo del 2007, ci riprova oggi la senatrice Boldrini che ha presentato un nuovo disegno di legge che ha iniziato in questi giorni il proprio iter parlamentare. “Si tratta innanzitutto di un problema di trasparenza col paziente a garanzia dei lavori fatti – spiega il pratese Ivan Pintus, presidente nazionale di Confartigianato Odontotecnici – ma anche di tutela degli operatori. Le norme europee ci individuano come le sole figure abilitate a realizzare protesi a regola d’arte, ma con la legge in vigore, risalente al 1928, questo non viene garantito nei fatti, arrecando un danno sia a noi operatori professionali che al cittadino. L’utente deve essere tutelato, potendo conoscere chi è il produttore della sua protesi e con quali materiali è stata realizzata. Non è pensabile che una professione sanitaria così delicata sia ancora regolata da un decreto regio. Siamo da un lato tenuti a essere iscritti al Ministero della Salute e a rispettarne le direttive ma non siamo al tempo stesso tutelati. Con la nuova legge l’odontotecnico, passando da una formazione a livello universitario, avrebbe un ruolo comunque distinto da quello del medico col quale manterrebbe la stretta collaborazione in rispetto dei rispettivi ruoli. Oggi invece operiamo in grande difficoltà per adempiere a normative incongruenti e lontane dalla realtà. A scapito, ribadisco, della tutela di lavoratori e cittadini. Come Confartigianato quindi sosteniamo con forza il ddl Boldrini per risolvere finalmente questa grave lacuna”.

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