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Cristina Pacini

Macrolotto Zero. Cristina Pacini: E’ il momento del “fare”

“Che fine ha fatto il lavoro dei tanto declamati ispettori ambientali per il Macrolotto Zero? L’igiene è più che mai uno dei principali problemi da risolvere e ormai è chiaro come la cosa più importante sia un’educazione efficace alla differenziata e un controllo iniziale serrato. Ci dicono che già si iniziano a vedere i risultati, ma camminando fra le vie del Macrolotto Zero non ci sembra”. Cristina Pacini, dirigente di Confartigianato Imprese Prato interviene sul tema del Macrolotto Zero all’indomani del sopralluogo del sindaco e dopo la visita istituzionale del Comune di Prato alla realtà milanese di via Sarpi.
“Notizie dice Pacini – che tutti speriamo siano foriere di novità sostanziali per una zona della città che soffre terribilmente un degrado inqualificabile. Intanto le pochissime attività artigianali e commerciali italiane rimaste in zona continuano a scommettere sul futuro, talvolta ampliando anche l’attività, attrezzandosi con personale cinese . Quelle che non possono permetterselo, lottano ogni giorno contro la crescente tentazione di chiudere”.
Altro problema evidenziato da Pacini è quello del controllo del territorio da parte dei vigili urbani. “Ora sono previsti dal progetto – dice – Dovranno vigilare e soprattutto regolare un traffico sulla via Pistoiese e Via Filzi sempre più soffocante e disordinato. La viabilità infatti è divenuta un problema ancora più grave viste le innumerevoli attività che richiamano da tutta la città e dalla Toscana cinesi e non solo. Si è creato un centro commerciale all’aperto che deve essere gestito e non sopportato”.
Un bilancio a oggi quindi, per Pacini,  in negativo sul tema della riqualificazione.  “Le iniziative messe in atto dall’Amministrazione per riqualificare la zona per ora non sono decollate. L’esperienza di Milano tuttavia ci insegna che il processo di cambiamento nasce da un coinvolgimento pieno e concreto di tutte le realtà che gravitano nella zona, come nel caso della pedonalizzazione, forse inizialmente anche contestata, ma che è stata spiegata con cura diventando l’innesco giusto per un cambiamento graduale ma concreto. Come Confartigianato ribadiamo che è il coinvolgimento e la partecipazione diretta dei cittadini, italiani e cinesi possibilmente, che possono dare avviare il cambiamento di una zona compromessa della città, ma tale partecipazione si concretizza non solo con un ascolto, ma soprattutto con un “fare” che deve assolutamente essere messo in atto”.

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