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“Lotteria degli scontrini? Iniziativa fuori luogo e costosa per le imprese”

“Ma stiamo scherzando? In un momento come questo, in cui facciamo fatica ad arrivare in fondo alla giornata col bandone alzato, ci danno un altro peso sulle spalle da portare?”. La reazione è quella di Massimo Peruzzi, noto pasticcere pratese e presidente della propria categoria per Confartigianato Imprese Prato, alla domanda su cosa ne pensi della famigerata “lotteria degli scontrini”. Una reazione, la sua, ampiamente condivisa dai suoi colleghi artigiani e commercianti. “Si tratta di una novità che per noi comporta altre centinaia di euro di spese per aggiornare il registratore di cassa – spiega Maria Cristina Polidori, che per Confartigianato guida la categoria dei Panificatori – Senza contare le spese di commissioni bancarie. Per la vendita di un panino parte del guadagno rischia di andare perduto in costi, che dobbiamo assumerci in proprio o riversare sul cliente”.
“In primo luogo non era davvero il momento migliore per imporre una novità di questo genere – dice Peruzzi – Artigiani e commercianti in questi tempi stanno facendo i salti mortali per riuscire a non chiudere l’attività, più che di queste novità astruse avremmo bisogno di aiuti concreti e immediati per consentirci di non chiudere bottega. A oggi gli aiuti promessi non li abbiamo ancora visti. In secondo luogo – continua Peruzzi – non si può imporre un ulteriore onere: per aggiornare i registratori di cassa occorrono centinaia di euro. Senza tenere conto delle commissioni bancarie: per ogni pagamento sosteniamo un costo che dovrebbe almeno esserci azzerato. L’impressione è che ancora una volta il maggior vantaggio, più che per le imprese, sia piuttosto per le banche. Intendiamoci bene: non siamo contrari alle novità, soprattutto se nell’ottica di combattere l’evasione e rilanciare i consumi. Ma devono essere introdotte al momento e nei modi opportuni, altrimenti finiscono per costituire l’ennesimo balzello a carico delle imprese”.

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