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I dilemmi del tessile. Vignolini: “Costi sociali scaricati ancora sulle imprese”

Tessile: la situazione è difficile e i provvedimenti assunti dal governo finora non aiutano certo le imprese a risalire la corrente. Anzi. Ma soprattutto si fanno ricadere sulle imprese – ancora una volta – tutti gli oneri sociali. Così Moreno Vignolini, presidente della Federazione Moda di Confartigianato, riassume il sentore comune emerso durante il recente direttivo di categoria dell’associazione.
LA CONGIUNTURA
“Abbiamo lavorato in quantità sufficienti fino a metà giugno – spiega Vignolini – dopo di che il lavoro si è distribuito a macchia di leopardo tra lanifici e lavorazioni, tra chi ha continuato a lavorare e chi no. Negli ultimi giorni, dato anche che era stato prodotto poco per l’invernale, si sta rimuovendo qualcosa per un riassortimento. Rimane tuttavia una profonda incertezza sul futuro legata all’andamento della pandemia”.
PROBLEMA LAVORO
“Sulla problematica legata alla cassa integrazione siamo impegnati in prima linea perché vengano superate le pastoie burocratiche che ne stanno rallentando l’erogazione per le aziende artigiane – dice Vignolini-  Dopo un recente incontro avuto col ministro sono stati sbloccati nuovi fondi sufficienti tuttavia a pagare la mensilità di aprile e non oltre. Rimaniamo tuttavia in pressione sul ministro perché vengano pagate anche le altre mensilità”.
Altro nodo cruciale è il blocco dei licenziamenti deciso dal Governo per giustificato motivo oggettivo e la decisione per legge di far recuperare anche ai contratti a termine e agli interinali le giornate di cassa integrazione fatte. “In pratica se ho un lavoratore interinale o con contratto a termine sono obbligato a trattenerlo anche dopo la scadenza del contratto per la stessa durata della cassa integrazione da lui fatta, anche se non ho lavoro e con tutte le spese correlate, a partire dal montante del Tfr. Insomma, ancora una volta, si vogliono tutelare i lavoratori, cosa giusta, ma gravando tutto questo sulle spalle delle imprese. Un po’ come fare la spesa col portafoglio degli altri”.
TASSE
“Nei mesi scorsi abbiamo lavorato poco per non dire per niente e c’è una generalizzata crisi di liquidità. Adesso arrivano le tasse che giustamente vanno pagate. Ma davanti anche allo spettro di un nuovo crollo del lavoro a settembre, invitiamo il Governo a trovare delle soluzioni che possano aiutarci a sopravvivere. Faccio qualche esempio: velocizzare concretamente le procedure per ottenere liquidità, spalmare le scadenze nel tempo, prorogare la moratoria sui finanziamenti. Chiediamo insomma che anche Governo e banche facciano la loro parte e non venga come sempre scaricato tutto sulle imprese.
RIFIUTI
“A che punto è la piattaforma che avrebbe dovuto partire in estate? – chiede Vignolini – Se qualcuno lo sa ce lo dica. Preoccupa l’orientamento della Regione Toscana, che ha definito quello dei rifiuti un problema che riguarda solo le aziende e a loro completo onere. Le imprese in realtà non chiedono di non pagare gli oneri dello smaltimento ma di avere gli strumenti per farlo, cominciando da impianti di prossimità tali da consentire non solo un risparmio ma di creare al contempo un circolo virtuoso per lo smaltimento che riguardi sia i rifiuti speciali che quelli urbani. Se si vogliono creare condizioni concrete di sviluppo del territorio occorre insomma una progettualità che vada incontro alle necessità più impellenti in tema di infrastrutture, dedicando a questo le risorse provenienti dall’Unione europea”.

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