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“Estetiste, Prepariamoci Per Riaprire In Sicurezza”
Valentina Ippolito

“Estetiste, prepariamoci per riaprire in sicurezza”

“Estetiste, prepariamoci per riaprire in sicurezza”
“Le disposizioni dei protocolli che adotteremo per riaprire le nostre attività in piena sicurezza? In realtà già molte di queste rientrano nelle procedure che adottiamo abitualmente. Ovviamente se si è un centro estetico a tutti gli effetti”. Valentina Ippolito, presidente del settore Estetica per Confartigianato Imprese Prato invita tutti i suoi colleghi a utilizzare questo periodo di attesa per iniziare quanto meno a informarsi circa quelle che saranno verosimilmente le procedure da adottare e attrezzarsi di conseguenza. “Come Confartigianato abbiamo redatto con grande senso di responsabilità una proposta di protocollo in grado di assicurare la massima attenzione e sicurezza contro il pericolo di contagio – spiega Ippolito – In realtà le nuove disposizioni non saranno troppo diverse da quelle che adottiamo già nei nostri centri estetici, dove operiamo con grande utilizzo di materiale monouso e sterilizzando con autoclave come medici e dentisti. Si tratterà quindi di organizzarsi per qualche attenzione in più. Guanti e mascherine li utilizzavamo già, resta il dubbio sui soprascarpe. Si tratterà di dotarsi di coprilettini lavabili e sanificabili, di installare dispenser di liquidi igienizzante vicino all’entrata. Più che altro cambierà il nostro modo di lavorare: gli appuntamenti dovranno essere presi telefonicamente e distanziati per avere il tempo di sanificare e areare gli ambienti prima di accogliere un nuovo cliente. I clienti stessi andranno sensibilizzati perché rispettino gli orari e magari vengano già dotati di mascherine adeguate per non doverle fornire noi con ulteriore appesantimento di costi in un periodo che, per la lunga inattività, sta mettendo in crisi le nostre imprese”. Uno scenario, quello che si profila alla riapertura, che evidenzia più che mai il pericolo-abusivismo. “Chi opera abusivamente non potrà mai adottare misure di sicurezza come queste – dice Ippolito – E non dimentichiamo la legalità: le cure, i respiratori e il personale che sta salvando tante vite umane vengono pagati da chi, come noi, paga le tasse. Non da chi lavora a nero. Meditiamo”.

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