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Direttiva europea Ecodesign: il Cig fa chiarezza

Il CIG (Comitato Italiano Gas) ha pubblicato il 30 maggio scorso un proprio documento frutto della condivisione di numerosi esperti del settore con il quale ha inteso fornire alcune informazioni puntuali e precise in merito alla attività in corso di revisione della Direttiva europea Ecodesign per il riscaldamento residenziale e la produzione di acqua calda sanitaria, un tema questo di grande rilevanza per il consumatore e per gli operatori della filiera.
Il documento precisa che al momento la bozza di regolamento Ecodesign è ancora in discussione e non sarà pubblicata prima di qualche mese e solo dopo aver completato l’iter classico europeo previsto con tutti i passaggi formali necessari. Siamo quindi ancora in una fase istruttoria e che pertanto il temuto divieto di commercializzazione delle caldaie a gas dal 2029 non è ancora stato sancito, così come altre misure anticipate in rete nelle varie news. Anzi, è possibile (ed auspicabile) che qualcosa cambi anche in modo sostanziale, prima della pubblicazione finale dei testi e della loro fase di adozione e questo anche in considerazione della posizione differenziata che caratterizza il nostro paese.
La proposta ha origine dalla Commissione Europea ed è supportata da alcuni Stati Membri che ritengono che tale divieto possa contribuire al raggiungimento degli obiettivi di decarbonizzazione del Fit for 55; al contrario altri pensano che la transizione energetica debba prevedere un approccio più orientato alle diverse tecnologie e che quindi anche in futuro le caldaie dovranno continuare a esistere, magari essendo alimentate da gas sempre più rinnovabili quali biocombustibili, idrogeno e loro miscele. Anche perché, spiega il CIG nella sua nota, la sostituzione delle caldaie con pompe di calore non sempre è possibile, dovendosi tener conto delle condizioni climatiche della zona dove devono essere installate e delle caratteristiche tecniche dell’impianto di distribuzione del calore nella unità abitativa. A livello generale il CIG rileva che l’installazione su larga scala di pompe di calore elettriche in assenza di rilevanti interventi sulla rete di distribuzione elettrica potrebbe creare rilevanti criticità nella continuità del servizio di distribuzione della energia elettrica con potenziali condizioni di situazioni di “black out”. Insomma, una situazione ancora da definire ufficialmente e sulla quale anche Confartigianato esprimerà la propria posizione in qualità di stakeholder.

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