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Consegnato Alla Prefetto Il Documento Con Le Richieste Di Ripartenza Per Tutti I Settori

Consegnato alla Prefetto il documento con le richieste di ripartenza per tutti i settori

Incontro al vertice tra le categorie economiche riunite in Rete Imprese Prato, il Sindaco Biffoni e il Presidente della Provincia Puggelli, con il Prefetto Lucia Volpe.

Consegnato il documento con le richieste per la ripartenza di tutti i settori

(8.5.2020) – Le imprese pratesi lanciano un grido d’allarme: “ascoltate le nostre proposte o per l’economia del territorio sarà il collasso”. Con questo incipit, oggi i rappresentanti delle categorie del territorio – Confcommercio, Confesercenti, Confartigianato e CNA – insieme al Sindaco di Prato Matteo Biffoni e al Presidente della Provincia Francesco Puggelli, hanno presentato al Prefetto Lucia Volpe un documento con le richieste delle imprese al Governo.

Un’azione necessaria e urgente per far ripartire il sistema economico locale e permettere la sopravvivenza delle piccole e medie imprese sempre più allo stremo dopo quasi due mesi di lockdown. Negli ultimi 50 giorni, infatti, le aziende sono state disastrate dal blocco totale delle loro attività e della circolazione delle persone disposto con i Decreti Governativi per fronteggiare l’emergenza sanitaria scaturita dalla diffusione del CV-19.

In questo momento di grandissima difficoltà legata all’emergenza sanitaria – sottolineano i massimi dirigenti delle Associazioni datoriali –  il sistema delle imprese ha mostrato un grande senso di responsabilità, rispettando e in molti casi anticipando gli obblighi di chiusura, adottando tutti gli strumenti possibili a tutela della salute non solo dei propri dipendenti ma anche dei fornitori, dei clienti e della cittadinanza tutta. Adesso però serve lo stesso senso di responsabilità da parte del Governo, del sistema bancario e delle Istituzioni regionali e locali nel mettere in campo tutte quelle azioni necessarie al sostegno del sistema economico. C’è bisogno di provvedimenti urgenti e straordinari a sostegno del sistema economico del territorio o le conseguenze nei prossimi mesi saranno disastrose.  Ricordiamo che la prolungata chiusura delle attività rischia di minarne la stessa esistenza con la conseguente perdita di numerosi posti di lavoro in gran parte giovanile e femminile. A questo si aggiunge la forte preoccupazione di crescita di fenomeni di lavoro sommerso, abusivo, e di criminalità.

 Tante imprese non riusciranno a riaprire o ad arrivare alla fine del 2020 e tanti lavoratori che perderanno la propria occupazione e passare dall’emergenza sanitaria alla crisi economica più grave dal secondo dopoguerra ad oggi, è un rischio che dobbiamo cercare di arginare in ogni modo.

Tre i punti base delle richieste per le imprese:

  1. la RIAPERTURA IMMEDIATA di tutte le attività escluse dall’ultimo DPCM, se non si riapre subito si rischia di NON RIAPRIRE PIU’;
  2. LIQUIDITA’ VERA per le micro e piccole imprese, per i lavoratori autonomi, in modo veloce e senza burocrazia;
  3. “Sì RIPARTIRE ma con regole certe, rispettate e UNIFORMI per tutti”.

La salute e l’economia sono oggi due priorità assolute poste sullo stesso piano, nella consapevolezza che riaprire le attività com’erano prima del virus sarebbe sbagliato – oltre che impossibile – ma anche riaprire con regole insostenibili che fanno fallire migliaia di imprese e con milioni di disoccupati non è accettabile.

Oltre a tali gravi e inammissibili conseguenze, il prorogato fermo imposto alle attività porta con sé il rischio di affermazione del lavoro sommerso, un fenomeno che colpisce soprattutto i settori di acconciatura ed estetica.

Per questo CNA Toscana Centro, Confartigianato Imprese Prato, Confcommercio e Confesercenti, hanno strutturato una serie di proposte da sottoporre all’attenzione del Governo, suddivise in due momenti in successione l’uno all’altro, tra cui si ricordano le più salienti:

Nell’immediato della “Fase 2”:

  1. Riapertura immediata di tutte le attività escluse da nuovo DPCM del 26 aprile, nel rispetto dei principi di sicurezza approvati a livello nazionale
  2. Contributi a fondo perduto per lavoratori autonomi e micro imprese per garantire la loro tenuta oltre alla massima tempestività per la loro concreta attuazione e allungamento almeno a 10 anni dei termini di restituzione dei finanziamenti previsti dal DL Liquidità
  3. Accelerare i tempi di pagamento da parte dell’INPS delle indennità relative agli ammortizzatori sociali e/o indennità di sostegno a lavoratori autonomi e famiglie
  4. Rifinanziamento degli ammortizzatori sociali per almeno 2 anni
  5. Estendere le misure sospensive già adottate dal Governo e disporne il relativo allungamento, nei confronti di tutte le imprese che operano, in particolare, nel turismo, nel commercio, nel trasporto, nella moda, nella somministrazione di alimenti e nel benessere.
  6. La cancellazione e non la sospensione di imposte, tasse e tributi (IMU, Tari, Cosap, ecc…) riferiti al periodo interessato dall’emergenza oltre alla sospensione delle rate in essere degli avvisi bonari;
  7. L’azzeramento degli affitti (per gli tutti gli immobili e non solo per i classificati come C1) commisurati al periodo chiusura attività o di riduzione drastica del volume d’affari o l’istituzione di un fondo per il sostegno all’affitto e un credito di imposta per i proprietari degli immobili

Per la ripartenza – FASE 3 – Chiediamo:

  • sburocratizzazione e semplificazione delle tramite sistemi informatizzati;
  • sostegno allo sviluppo e alla digitalizzazione con progetti e strumenti ad hoc
  • abbattimento del cuneo fiscale per alleggerire il carico alle imprese;
  • decontribuzione e tassazione per nuovi assunti almeno per 24 mesi
  • raddoppio delle misure straordinarie degli ammortizzatori sociali
  • detassazione dell’energia per le attività economiche
  • incentivazione degli investimenti per il risparmio energetico nel settore privato prevedendo l’estensione degli ecobonus;
  • istituzione di un sistema di calmierazione dei costi energetici attraverso l’introduzione di un credito di Imposta per le PMI energivore;
  • TARI: passaggio tariffazione puntuale; applicazione previsione normativa nazionale sul completo esonero delle superfici produttive; esenzione completa per tutte le nuove imprese indipendentemente dal settore ed età anagrafica del titolare; revisione contratto Alia su criteri di costi standard ed efficientamento aziendale; regolamentazione e tariffazione unica di Ato;
  • stabilizzazione dei bonus fiscali per le ristrutturazioni edilizie e per il risparmio energetico per il rilancio dell’edilizia privata con la possibilità di cedere il credito di imposta direttamente al sistema bancario attualizzandone l’importo disponibile;
  • riattivazione dei “Bandi di riqualificazione delle periferie” con consistenti incentivi tramite finanziamenti a fondo perduto e/o prestiti a tasso zero coperti da garanzia statale per interventi di riqualificazione edilizia ed urbanistica delle aree degradate delle nostre città;
  • attivazione di interventi pubblici e cantieri che sono già finanziati e fermi;
  • superamento del codice degli appalti assegnazione diretta dei lavori degli enti pubblici fino all’importo di 1 milione di euro utilizzando il criterio della rotazione dell’albo fornitori;
  • capitalizzazione delle PMI attraverso l’utilizzo del Fondo Centrale di Garanzia e i confidi;
  • realizzazione di un progetto per le PMI basato sull’economia circolare puntando ad una riduzione degli sprechi finali per reintrodurli nuovamente nel ciclo produttivo;
  • IMU: rimodulazione aliquote in riferimento alle caratteristiche di utilizzo dell’immobile con applicazione della base normativa in caso di immobili produttivi, commerciali o di servizio utilizzati direttamente dal proprietario;
  • attivazione per gli investimenti privati dello strumento del silenzio assenso in massimo 30 giorni e inasprimento delle sanzioni;
  • assegnazione delle gare per opere pubbliche ed eventuale ricorso al Tar da parte di alcune imprese che preveda solo la possibilità di un indennizzo in caso di irregolarità;
  • ri-patrimonializzazione dei confidi al fine di ampliare l’ambito delle loro attività finanziarie a favore delle piccole imprese utilizzando parte delle risorse del Fondo centrale (250 milioni).

Tutto questo dovrà seguire indispensabili protocolli di sicurezza che le aziende dovranno adottare per garantire il rispetto di norme e comportamenti che si sono finora rilevati utili per il contenimento del virus, con specifiche per ciascun settore di appartenenza.
Anche su questo punto le categorie hanno preparato delle proposte da sottoporre al Governo.
Adesso è il momento delle risposte.

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