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Caro energia: il grido delle piccole imprese toscane contro la crisi

Quattrocento imprenditori da tutta la Toscana hanno partecipato al confronto che si è tenuto ieri, lunedì 14 novembre  nell’auditorium Al Duomo a Firenze.
Nelle prime file della platea i parlamentari eletti nei collegi toscani. Sul palco i presidenti delle quattro associazioni, che dialogheranno con la direttrice della Nazione Agnese Pini per sottolineare criticità da risolvere e opportunità da cogliere per salvare la piccola impresa in Italia. L’obiettivo: ottenere dal Governo l’attenzione e gli interventi necessari.

Un grido che si è levato dalle piccole imprese soffocate dalla crisi, che ora chiedono al Governo interventi urgenti e risolutivi per salvare se stesse e l’occupazione. L’iniziativa è stata ideata dalle associazioni di categoria regionali Confartigianato, CNA, Imprese, Confcommercio, Confesercenti.

L’obiettivo dichiarato della mobilitazione era quello di rafforzare il pressing che le confederazioni nazionali della piccola impresa stanno già facendo da tempo al nuovo Governo, ma stavolta ripartendo da un confronto diretto con i parlamentari che rappresentano la Toscana sugli scranni di Montecitorio e Palazzo Madama. A loro son state affidate nuovamente preoccupazioni e desiderata della categoria, con il caldo invito a farsene portatori a Roma. Fuori dalle logiche degli schieramenti politici, fuori dalle contrapposizioni ideologiche ma unicamente nell’interesse del territorio, che senza le sue imprese perderebbe importanti servizi, occupazione e benessere.

A snocciolare criticità congiunturali e di sistema dal palco dell’auditorium Al Duomo sono stati i presidenti delle quattro associazioni: Luca Giusti per Confartigianato Imprese Toscana, Luca Tonini per CNA Toscana, Aldo Cursano per Confcommercio Toscana e Nico Gronchi per Confesercenti Toscana. Incalzati dalle domande di Agnese Pini, direttrice delle testate del gruppo Editoriale Nazionale (QN Quotidiano Nazionale, il Resto del Carlino e Il Giorno), alla quale è stato affidato il compito di introdurre e moderare i lavori, i quattro hanno messo sotto i riflettori i vari fattori di crisi che in questi mesi stanno minacciando la sopravvivenza di oltre 880mila micro e piccole imprese in Italia, per un totale di 3.529.000 addetti che potrebbero perdere il lavoro. In Toscana le imprese a rischio sono 63mila, per un totale di 228mila occupati.
Fra i temi caldi al centro del dibattito non solo il caro bollette, per quanto sia una delle emergenze più stringenti da affrontare, ma anche l’aumento dei costi delle materie prime, l’inflazione, la crisi dei consumi, le carenze logistiche ed infrastrutturali, le difficoltà legate al credito e alla ricerca di manodopera. Sullo sfondo, il difficile quadro internazionale aggravato dalla guerra in Ucraina, ma pure alcuni motivi di speranza, come le opportunità di crescita offerte a territori ed economia dai finanziamenti del PNRR.
Prioritaria, per le quattro associazioni di categoria toscane è la necessità di evitare che la crisi economica in atto nel nostro Paese si trasformi sempre di più in una crisi sociale, dalla quale sarebbe ancora più difficile uscire.

LE IMPRESE IN TOSCANA
In Toscana sono iscritte agli elenchi camerali 446.289 imprese (sedi e unità locali comprese), per un totale di oltre un milione e 200mila dipendenti (1.269.940). Di queste imprese, il 96% (428.017) ha meno di 50 addetti.

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