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Incontro su deassimilazione: istituzioni insieme a Confartigianato per risolvere il problema

Dalla denuncia del problema alla fattiva collaborazione di tutti per individuare soluzioni. L’incontro di giovedì sera in Confartigianato dedicato alla deassimilazione degli scarti tessili, se da un lato ha evidenziato il forte disagio e spesso la rabbia degli imprenditori artigiani di fronte a un problema che ne sta mettendo a rischio l’attività, ha mostrato anche che, forse come non mai, esiste unità di intenti per superare le difficoltà.
“L’attenzione su questo problema è dimostrato dalla stessa partecipazione alla serata – dice il presidente di Confartigianato Imprese Prato, Luca Giusti – sindaci e assessori della provincia, l’assessore regionale Fratoni e la consigliera Ilaria Bugetti, il sottosegretario Giacomelli e i vari operatori del settore non si sono tirati indietro in una situazione molto delicata. Se da un lato quindi si è ribadito da parte degli imprenditori il disagio e la denuncia di una situazione molto difficile, siamo soddisfatti della volontà emersa da tutte le istituzioni di individuare soluzioni concrete, a breve e lungo termine”.
In questa direzione va l’interessamento dell’onorevole Giacomelli e dell’assessore comunale Squittieri per incontrare il capogabinetto del ministero dell’Ambiente Raffaele Tiscar, ottenendo rassicurazioni sull’iter dell’emendamento che riporterebbe gli scarti tessili da rifiuto alla dignità di sottoprodotto tessile da riutilizzare. “La strada verso una soluzione definitiva del problema rimane certamente difficile – dice Giusti – e dovrà passare anche da un salto culturale sul tema dei rifiuti che come associazione stiamo cercando di promuovere. Al momento dobbiamo constatare la disponibilità e l’apertura da parte delle istituzioni a valutare ogni possibile strada riguardo la situazione delle discariche, autorizzazioni e quant’altro. Siamo molto soddisfatti di questo clima di collaborazione che si è creato: se poi è un interesse a sfondo elettorale dal fiato corto, saranno i fatti a dirlo”.

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